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Per i negozi

Contributo CONAI: chi lo paga quando vendi online?

Distingui acquisti italiani, merci importate e scatole comprate all’estero: chi dichiara il CAC, moduli CONAI e documenti da dare al preparatore.

· 10 min di lettura

Indice

In breve

  • Se il tuo negozio importa merci imballate in Italia, normalmente dichiara e versa il contributo CONAI tramite il modulo 6.2; per gli imballaggi vuoti importati per uso diretto il riferimento è il 6.1. Sugli acquisti nazionali verifica il CAC già applicato nella filiera, senza versarlo una seconda volta sullo stesso imballaggio.
  • L’adesione al consorzio e la dichiarazione del contributo sono obblighi distinti: un commerciante può essere utilizzatore senza effettuare ogni volta una prima cessione.
  • Nel CAC, l’importazione comprende anche gli acquisti dall’Unione Europea: l’assenza di dogana non elimina la verifica sugli imballaggi.
  • Mandare le scorte a una persona che prepara i pacchi non trasferisce automaticamente gli adempimenti del tuo negozio.
  • AirPost è una rete di fulfilment peer-to-peer: i negozi online fanno imballare i propri ordini e consegnare a un punto di ritiro da persone verificate vicine ai loro clienti, pagate a pacco da casa. Nessun magazzino, nessun volume minimo di ordini.

Nel tuo ordine di acquisto convivono il prodotto, la sua confezione e i materiali con cui spedirai al cliente. Puoi aver comprato il prodotto da un grossista italiano, una scatola da un sito estero e il nastro da un fornitore locale. Una sola risposta, paga tutto il corriere oppure è tutto già assolto, non descrive questi flussi. Parti da chi introduce ciascun imballaggio nel mercato nazionale e dalla documentazione del fornitore. Il contributo segue quella filiera, mentre la preparazione segue il tuo ordine commerciale.

Essere un piccolo e-commerce significa dover aderire al CONAI?

CONAI include tra gli utilizzatori i commercianti e distributori, gli addetti al riempimento, gli utenti di imballaggi e gli importatori di merci imballate. Le FAQ precisano che il commerciante di merci confezionate acquista in Italia o all’estero e rivende all’ingrosso o al dettaglio. Per un negozio di beni fisici, il fatto di vendere attraverso un sito non sostituisce la classificazione dell’attività. Verifica la tua posizione nella categoria pertinente, considerando anche le eventuali esclusioni previste per specifici soggetti.

Adesione, contributo presente negli acquisti e dichiarazione diretta non coincidono. Il negozio che acquista merce confezionata in Italia può sostenere un CAC già applicato a monte, pur mantenendo la propria posizione consortile. Se comincia a importare quella stessa merce, deve controllare anche dichiarazione e versamento. Tieni quindi nel fascicolo una descrizione delle attività reali. Un cambio di fornitore può cambiare il flusso dell’imballaggio anche se il prodotto, il sito e la ragione sociale restano identici.

Quali acquisti richiedono un versamento diretto del negozio?

Acquisto del negozioPercorso da verificareDocumento da conservare
Merce già confezionata acquistata in ItaliaCAC applicato nella filiera; verifica la posizione di utilizzatoreFattura e indicazione del contributo assolto
Scatole finite comprate da fornitore italianoPrima cessione al primo utilizzatore: contributo applicato dal soggetto obbligatoPeso, materiale, fascia e CAC in fattura
Merce confezionata comprata all’esteroImportatore di imballaggi pieni; modulo 6.2 e procedura pertinenteFattura estera e distinta degli imballaggi
Scatole vuote importate per confezionare i tuoi prodottiImportazione per uso diretto; modulo 6.1 per materialePeso per materiale e quantità introdotta
Imballaggi dall’estero con CAC già versatoVerifica il pagamento dell’impresa estera iscritta a CONAIProva riferita ai tuoi acquisti e imballaggi
Matrice per un venditore di merci. Le procedure agevolate e le esenzioni richiedono una verifica specifica.

La pagina CONAI sulla prima cessione considera il trasferimento dell’imballaggio finito dall’ultimo produttore o commerciante di imballaggi vuoti al primo utilizzatore. Dal 1° gennaio 2019, la disciplina comprende anche il passaggio dall’ultimo commerciante di vuoti al primo utilizzatore effettivo. Per te conta chi vende la scatola che userai per la tua merce. Il contributo non nasce perché il cliente clicca sul checkout e non dipende dal marchio del vettore che prende il pacco.

Un acquisto da un sito italiano non prova, da solo, che la scatola sia già stata immessa nel territorio nazionale con il contributo corretto. Leggi i documenti della fornitura e identifica il venditore e il percorso reale. Quando il materiale arriva dall’estero, CONAI attribuisce gli adempimenti all’impresa che effettua l’immissione, salvo il contributo già versato dall’impresa estera aderente. Chiedi una prova concreta: una frase generica sulle tasse incluse nel prezzo non identifica il CAC delle tue referenze.

Perché una confezione arrivata dalla UE è comunque un import?

Ai fini consortili si considerano gli imballaggi introdotti dall’estero, sia UE sia extra UE. Un prodotto acquistato da un’impresa europea può quindi comportare un import di imballaggi pieni, anche quando non esiste un DUA. Fai una distinta che comprenda confezione di vendita, raggruppamento e trasporto introdotti con la merce. Le protezioni tolte prima della spedizione al cliente non spariscono dal flusso di importazione. Il cliente finale può ricevere una confezione diversa da quella con cui hai approvvigionato il negozio.

CONAI distingue i moduli per gli imballaggi vuoti e pieni: il 6.1 serve, tra gli altri casi, per vuoti importati per uso diretto; il 6.2 per merci imballate. Se lo stesso fornitore ti vende prodotti già confezionati e scatole aggiuntive ancora vuote, separa le due righe. Non applicare automaticamente una formula per merci al valore della fornitura di sole scatole. Il riepilogo di acquisto deve permettere di risalire ai pesi o ai valori utilizzati nel metodo consentito.

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Come scegli la procedura quando non hai il peso di ogni materiale?

Per le merci imballate, la Guida 2026 descrive una procedura ordinaria e opzioni semplificate quando determinare pesi o materiali risulta oggettivamente complicato. La scelta richiede le condizioni indicate da CONAI. Per il 2026, il calcolo semplificato a valore prevede 0,19% per prodotti alimentari e 0,10% per non alimentari, sul valore pertinente al netto di IVA e trasporto. Il forfait sulla tara degli imballaggi è 109 €/t fino a giugno e 110 €/t da luglio. Non usare la tara come peso lordo della merce.

Confronta i dati che riesci a ottenere stabilmente, prima di scegliere il metodo. Se un fornitore fornisce pesi attendibili per materiale e un altro soltanto il valore di acquisto, conserva questa differenza. Non trasformare una difficoltà temporanea in un’esenzione permanente. Le aliquote semplificate riguardano il percorso previsto per gli imballaggi pieni importati; non sono una percentuale da aggiungere indistintamente a ogni vendita del tuo negozio. Mantieni separati il valore di approvvigionamento e il prezzo pagato dal consumatore.

Le soglie richiedono altrettanta attenzione: negli schemi 2026 compaiono 200 € per materiale nella procedura ordinaria e 300 € per le procedure semplificate di import. Non sono franchigie per singolo pacco e non autorizzano a sottrarre sempre quell’importo dal dovuto. La guida prevede inoltre situazioni in cui la dichiarazione resta necessaria pur sotto una soglia economica, come il raggiungimento di 10 tonnellate per materiale. Verifica la tua classe e la modalità applicata, conservando il calcolo annuale anche quando rientri nell’esenzione.

Quanto pesa il contributo rispetto alla preparazione di un ordine?

Esempio di metodo, non dato di un cliente: merci non alimentari importate per 400.000 € di valore pertinente genererebbero 400 € con l’aliquota semplificata dello 0,10%, prima di eventuali procedure specifiche. Il calcolo supera la soglia di 300 € riportata per questo metodo. Non applicare la soglia ordinaria di 200 € al risultato e non trattare i 100 € di differenza come unica base da versare. L’esempio serve a riconoscere quale soglia stai verificando; non dimostra che la semplificazione sia adatta a qualsiasi impresa.

Per il lavoro logistico, le costanti AirPost consultate il 14 ottobre 2026 indicano 0,85 € di piattaforma e 2,25 € di preparazione raccomandata per un pacco piccolo: insieme 3,10 €. È un subtotale senza etichetta di trasporto, materiali e trasferimento delle scorte. Come esempio della formula semplificata non alimentare, una referenza importata con valore pertinente di 100 € genera 0,10 € allo 0,10%, se ricorrono le condizioni di versamento. Assegnare quella quota a un ordine porta la base a 3,20 €. È un’ipotesi di calcolo, non il prezzo di un prodotto AirPost.

Il CAC non rappresenta tutto il prezzo della scatola. In fattura potresti trovare un materiale con contributo già compreso e, separatamente, le voci di lavoro o trasporto. Per confrontare due fornitori usa un prezzo completo coerente, evitando di aggiungere nuovamente un contributo già assolto. Se importi direttamente, registra invece la quota dichiarata nel costo pertinente. Non usare la tariffa di preparazione come contenitore indistinto di tasse, materiali e imballaggio: poi non sapresti spiegare cosa è cambiato tra due riordini.

Che cosa chiedi a chi prepara i pacchi per conto tuo?

Con AirPost per spedizioni in outsourcing concordi scorte, materiali e lavoro con una persona vicina ai clienti. Specifica chi compra scatole e protezioni, quali referenze sono approvate e come si documenta un acquisto sostitutivo. Se il negozio invia gli imballaggi insieme alle scorte, conserva le fatture e comunica la combinazione da usare. Se il preparatore li acquista secondo accordo, chiedi la documentazione di quella fornitura. La posizione consortile segue l’attività effettiva, non una delega generica a fare tutto.

La dichiarazione periodica va presentata entro il 20 del mese successivo al periodo di riferimento, con classe e frequenza determinate secondo le regole CONAI. Inserisci questa scadenza nel processo acquisti, non nella lista giornaliera di pacchi da consegnare. Prima del riepilogo verifica cambi di fornitore, materiali importati e contributo già assolto. Per le indicazioni al consumatore, leggi anche etichettatura ambientale e codici degli imballaggi: pagare il CAC e predisporre l’etichetta ambientale sono adempimenti differenti.

Domande frequenti

Chi deve pagare il contributo CONAI in un e-commerce?

Dipende dal flusso. Negli acquisti nazionali il CAC segue la prima cessione; l’importatore di merci imballate o di vuoti deve verificare dichiarazione e versamento diretti.

Contributo CONAI assolto significa che non devo iscrivermi?

La dicitura riguarda il contributo applicato nella filiera. Non determina da sola la tua posizione di utilizzatore né elimina gli obblighi su altre importazioni.

Acquistare prodotti dalla UE comporta un import CONAI?

Sì, la disciplina consortile riguarda gli imballaggi introdotti dall’estero, anche da Stati membri. Verifica gli imballaggi pieni e i documenti di un eventuale CAC già versato.

Il modulo 6.2 vale anche per scatole vuote importate?

Per vuoti importati per uso diretto la guida indica il 6.1. Il 6.2 riguarda gli imballaggi pieni; non scambiare il valore delle merci con quello delle sole scatole.

Se delego i pacchi, il preparatore paga automaticamente CONAI?

L’accordo logistico non sostituisce la verifica di chi acquista e immette gli imballaggi. Definisci chi procura i materiali e conserva le fatture collegate alle referenze.

Fonti

Affida una prima preparazione usando materiali identificati e un accordo su chi li acquista. Puoi delegare i pacchi mantenendo la documentazione utile per ricostruire il contributo della tua filiera.

Concordare materiali e preparazione

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