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Per i negozi

Fulfilment senza ordine minimo: 6 fornitori a confronto

Sei fornitori di logistica che servono l’Italia, con il minimo che pubblicano davvero e come fanno pagare lo stoccaggio. In ordine alfabetico, noi per ultimi.

· 12 min di lettura

Indice

In breve

  • Dei 6 fornitori qui sotto, tre non indicano alcun minimo di ordini e tre lavorano solo su preventivo. Il vero vincolo sta spesso altrove: in una fattura minima mensile o nello stoccaggio a pallet.
  • «Nessun minimo di ordini» e «fattura minima di 1.000 € al mese» sono lo stesso vincolo con due nomi diversi.
  • Lo stoccaggio è la voce che li distingue: a pallet, a scaffale, a metro cubo al giorno, oppure nessuno.
  • Il paese conta quanto il prezzo: le scorte in Polonia o Slovacchia costano meno, ma sono più lontane da un cliente italiano.
  • La lista è in ordine alfabetico e noi siamo ultimi, perché un confronto in cui l’autore arriva primo è una pubblicità.
  • AirPost è una rete di fulfilment peer-to-peer: i negozi online fanno imballare i propri ordini e consegnare a un punto di ritiro da persone verificate vicine ai loro clienti, pagate a pacco da casa. Nessun magazzino, nessun volume minimo di ordini.

Molti fornitori di logistica per e-commerce si interessano a te solo da qualche centinaio di ordini al mese in su. Sotto quella soglia i loro costi fissi (spazio, personale, software di magazzino, ricevimento merci) si spalmano su troppo pochi ordini per fare un’offerta che convenga a entrambi.

Alcuni accettano comunque i piccoli negozi, e qualcuno lo scrive sul proprio sito. Questa è una lista di sei fornitori che spediscono verso l’Italia o dall’Italia, con quello che ognuno pubblica sul minimo, su come fa pagare lo stoccaggio e su dove tiene la merce. L’ultimo lo gestiamo noi: è ultimo per questo, gli altri sono in ordine alfabetico.

Da dove vengono queste informazioni

Ogni riga è ciò che il fornitore pubblica sulle proprie pagine, controllate a settembre 2026. Dove un fornitore non pubblica una tariffa, qui c’è scritto invece di tirare a indovinare. Le fonti sono in fondo, e un preventivo sul tuo volume reale va chiesto sempre.

I sei in sintesi

FornitoreMinimo pubblicatoStoccaggioDove
byrdNessuno pubblicato; su preventivoA scaffale o a pallet, al meseRete europea, con un centro in Italia
FLEX FulfillmentNessuno indicato; niente costi di onboardingNon pubblicatoDE, FR, PL, UK
iskladNessuno indicatoA metro cubo al giornoSlovacchia, spedisce in tutta l’UE
OmnipackNon pubblicato; preventivo caso per casoSecondo il volume del mesePolonia, spedisce in tutta l’UE
Tre Elle TrasportiNessuno pubblicato; su preventivoA pallet, a pezzo o a metro cuboCalenzano (Firenze)
AirPostNessuno: paghi a spedizioneNessuno: le scorte stanno presso una personaPaesi con un servizio nazionale
Quello che ogni fornitore pubblicava a settembre 2026. Le celle «non pubblicato» sono davvero vuote: diversi fornitori lavorano solo su preventivo.

I sei, uno per uno

1. byrd: una rete europea con un centro in Italia

Un operatore austriaco con magazzini in diversi paesi europei, tra cui un centro di fulfilment in Italia. Sulla pagina italiana indica Poste Italiane, BRT e GLS tra i corrieri, e spedizione in giornata dal centro.

Non pubblica tariffe né un minimo di ordini: il prezzo è su misura. Pubblica invece come fa pagare lo stoccaggio, cioè a scaffale o a pallet al mese. È un dato utile: un pallet riempito a metà è un pallet pagato per intero, uno scaffale scala meglio.

Vale la pena chiedere un preventivo se hai già un volume stabile e vuoi le scorte in Italia senza aprire un tuo magazzino.

2. FLEX Fulfillment: più paesi, un contratto

Un fornitore europeo con magazzini in Germania, Francia, Polonia e Regno Unito. Nessun costo di onboarding e un contratto flessibile, con materiale d’imballaggio ed etichette inclusi nel prezzo a ordine.

Per un negozio italiano il punto è l’export: tieni la merce più vicina al mercato estero in cui vendi senza gestire quattro rapporti separati. Quello che non sparisce è la partita IVA in ogni paese in cui la merce sta fisicamente.

3. isklad: micro-fulfilment dalla Slovacchia

Un fornitore dell’Europa centrale senza minimo di ordini e con lo stoccaggio a metro cubo al giorno, così in un mese lento il costo scende invece di restare fermo su una cifra mensile.

La logistica nell’Europa centrale costa meno di quella occidentale, ed è tutto l’argomento per tenere lì le scorte. Il contro è il tempo di consegna: dalla Slovacchia a un cliente di Milano o di Bari è un pacco intra-UE, non nazionale, e si vede nei giorni.

4. Omnipack: dalla Polonia per l’UE

Un fornitore polacco che spedisce in tutta l’UE. Sulla sua pagina europea non pubblica né tariffe né un volume minimo: fa un preventivo caso per caso.

Lo scambio è lo stesso di isklad: costo a ordine più basso, più giorni di consegna verso l’Italia.

5. Tre Elle Trasporti: su misura, in Toscana

Un operatore con magazzino a Calenzano, vicino a Firenze, che si rivolge anche ai brand con un catalogo piccolo. Non pubblica tariffe, minimi o costi di attivazione: scrive che un preventivo su misura è l’unico modo per avere una cifra reale.

Descrive però come è fatto il prezzo: stoccaggio (a pallet, a pezzo o a metro cubo), lavorazione per ordine (prelievo, imballaggio, materiale) e spedizione, più eventuali personalizzazioni. Sono esattamente le voci da farsi scrivere nel preventivo.

6. AirPost: nessun magazzino

Il nostro, e ultimo per questo. Non è un magazzino: una persona verificata vicina ai tuoi clienti tiene a casa un lotto delle tue scorte, imballa gli ordini e li porta a un punto di ritiro, in Italia per esempio un locker InPost o un punto Poste Italiane.

Paghi a spedizione: 2,25 € di compenso consigliato al mittente per un pacco piccolo più 0,85 € di commissione, quindi circa 3,10 € di fulfilment a ordine, più la tariffa del corriere che pagavi comunque. Niente stoccaggio perché non c’è un magazzino da affittare, niente minimo perché non ci sono costi fissi da spalmare. Per lo stesso motivo non conviene oltre qualche centinaio di ordini al mese.

  • Prodotti piccoli e leggeri, da decine a qualche centinaio di pezzi per lotto.
  • Volumi irregolari o stagionali: paghi a spedizione, non al mese.
  • Vendere in un paese dove non vuoi affittare niente.
  • Merce grande, pesante, refrigerata o soggetta a licenza: serve un magazzino con i permessi giusti.
  • Centinaia di codici o migliaia di pezzi in giacenza.
  • Spedizione in giornata garantita o orari di ritiro fissi.

Come funziona il modello e dove si rompe è in cos’è il fulfilment peer-to-peer; le condizioni per un negozio italiano sono su spedizioni in outsourcing.

Come si legge un «nessun minimo»?

In un preventivo il minimo compare di rado come «minimo di ordini». Compare in uno di questi quattro posti, e tutti e quattro hanno lo stesso effetto sul costo a ordine.

  1. Una fattura minima mensile. La versione più chiara. Fulfilment.nl, nei Paesi Bassi, pubblica per esempio 1.000 € al mese: con 60 ordini fanno 16,67 € a ordine prima di prelevare qualsiasi cosa. Dividila per i tuoi ordini reali.
  2. Una fascia. «Small, fino a 500 ordini» va bene; «Small, da 200 ordini» è un minimo con un nome più gentile.
  3. Un costo di attivazione. Qualche centinaio di euro spalmato sul primo anno è un costo fisso mensile, comunque lo chiami la fattura.
  4. Lo stoccaggio a pallet. Un pallet riempito a metà si paga intero. A metro cubo o a scaffale il costo scende con le scorte; a pallet no.

L’unico numero che li rende confrontabili è il costo totale mensile di logistica diviso per il numero di ordini. Tutto il resto è una tariffa; questo è un prezzo.

Cosa chiedere prima di firmare?

  1. Manda un mese reale di dati

    Numero di ordini, articoli medi per ordine, tasso di resi e quanto spazio a scaffale o a pallet occupano le tue scorte. Senza questi quattro, qualsiasi preventivo è un’ipotesi con i decimali.

  2. Chiedi tutte le voci, resi compresi

    Attivazione, stoccaggio, prelievo e imballaggio, ricevimento merci, spedizione, e i resi a parte. Un preventivo con solo la tariffa di prelievo non è un preventivo.

  3. Chiedi come si misura lo stoccaggio

    Sul picco del mese o sulla media? Nel quarto trimestre, con le scorte di Natale in magazzino, la differenza è di decine di punti percentuali.

  4. Chiedi esplicitamente della fattura minima

    Non «c’è un minimo?», ma «qual è l’importo più basso che potete fatturarmi in un mese?». Le risposte sono diverse più spesso di quanto dovrebbero.

  5. Chiedi cosa succede in un mese lento

    Chi fa pagare a metro cubo al giorno risponde diversamente da chi fa pagare a pallet al mese, e la differenza si vede solo a gennaio.

  6. Porta tutto a costo per ordine

    Totale mensile diviso numero di ordini, per ogni preventivo e per la tua situazione attuale, con le tue ore comprese. È l’unico numero confrontabile.

Quale fa per te?

La tua situazioneCosa di solito funziona
Meno di 50 ordini al mese, prodotti piccoliPeer-to-peer, o un fornitore con stoccaggio a metro cubo
50–200 ordini al mese, un solo paeseUn piccolo 3PL senza minimo e con tariffe chiare
200–1.000 ordini al meseUn 3PL medio: chiedi un preventivo e confronta il costo per ordine
Oltre 1.000 ordini al meseUn operatore più grande, dove le tariffe negoziate battono quelle pubblicate
Il costo conta più dei giorni di consegnaEuropa centrale o orientale, con spedizione intra-UE
I giorni di consegna contano più del costoScorte nel paese in cui vendi di più
Un punto di partenza. Il pareggio tra due opzioni è il tuo volume, non una tabella.

Perché il pacco nazionale conta, in numeri: misurato il 26 settembre 2026, senza la nostra commissione, un pacco da 2 kg dentro l’Italia costa 3,49 € di corriere, dalla Germania all’Italia 11,05 €. Il punto di pareggio tra un 3PL e un modello senza costi fissi, con un calcolatore per il tuo preventivo, è in fulfilment peer-to-peer vs 3PL.

Domande frequenti

Quali fornitori di fulfilment non hanno un minimo di ordini?

FLEX Fulfillment e isklad non ne indicano. byrd e Tre Elle Trasporti non pubblicano né tariffe né minimi e lavorano su preventivo. Nemmeno Omnipack pubblica un minimo: preventivo caso per caso. AirPost non ha minimo perché fattura a spedizione.

«Nessun minimo di ordini» vuol dire «nessun costo minimo»?

No, ed è la trappola. Controlla se c’è una fattura minima mensile, un costo di attivazione spalmato sul primo anno e lo stoccaggio a pallet. Sono tutti costi fissi, qualunque cosa dica il minimo di ordini.

Conviene tenere le scorte in Polonia o in Slovacchia?

A ordine di solito costa meno. In cambio perdi giorni di consegna verso i clienti italiani, perché un pacco dalla Polonia a Roma è intra-UE e non nazionale.

Mi serve una partita IVA nel paese dove stanno le scorte?

Di solito sì, e senza soglia. Le vendite da scorte in un altro paese UE sono vendite nazionali lì; l’OSS copre le vendite a distanza tra paesi, non queste. Chiedi al tuo commercialista prima di spostare la merce.

Posso partire con una sola linea di prodotto?

Sì, e con quasi tutti questi fornitori è il primo passo sensato. Metti i tuoi più venduti da qualche parte per un mese e confronta il costo reale per ordine con quello di oggi.

Fonti

Un minimo non è una regola. È un costo fisso che deve finire da qualche parte, e l’unica domanda è se finisce su di te.

Guarda come funziona la logistica senza magazzino e senza minimo

Spedizioni in outsourcing

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